
Il 23 novembre 2022 John Eibner, Presidente internazionale di Christian Solidarity International (CSI), ha invitato il nuovo ministro della Giustizia pakistano Sardar Ayaz Sadiq a ritirare le accuse di blasfemia contro dieci cittadini pakistani.
Una folla inferocita chiede che la presunta blasfemia venga punita. Pixaby
Nella sua lettera al ministro della Giustizia pakistano Sardar Ayaz Sadiq, il presidente internazionale di CSI John Eibner ha definito lacunosi i processi a dieci cittadini pakistani accusati di blasfemia, questo per mancanza di prove credibili e per la presenza di altre irregolarità. Eibner ha criticato la pratica diffusa in Pakistan secondo cui agenti di polizia e altri accusatori possono presentare accuse penali di blasfemia contro persone innocenti “solo per cercare vendetta o per altre forme di indegna soddisfazione personale”.
Stando alle sezioni 295B e C del Codice penale pakistano, la profanazione di qualsiasi parte del Corano è perseguibile con l’ergastolo e la denigrazione del profeta islamico Maometto è punibile con la morte. Il presidente di CSI Eibner afferma inoltre che la minaccia ai diritti umani rappresentata dalle leggi pakistane sulla blasfemia va ben oltre le sanzioni imposte dal sistema legale: “Le persone vengono minacciate e uccise senza un processo. Gli assassini si sentono giustificati dalla legge sulla blasfemia e non sono punibili”.
Secondo il “Center for Research and Security Studies”, tra il 1947 e il 2021 in Pakistan sono state accusate di blasfemia 1’415 persone, 81 delle quali sono state uccise in modo extragiudiziale. Sebbene il Pakistan non abbia mai giustiziato formalmente una persona per blasfemia, molte persone trascorrono anni in prigione con quest’accusa: ne è un esempio Asia Bibi, una mamma cristiana che ha passato quasi dieci anni dietro le sbarre. Fra coloro che sono ufficialmente accusati di blasfemia vi sono anche bambini e persone con disabilità mentali.
Fra i dieci cittadini pakistani attualmente accusati di blasfemia troviamo sia cristiani che musulmani. John Eibner li elenca nella sua lettera al ministro della Giustizia pakistano:
– Salamat Mansha Masih
– Sarfraz Ahmad
– Stephen Masih
– M. Tayyab
– Haider Ali
– Muhammad Shahid
– Shagufta Kiran
– Raja Aziz Waris Masih
– Sunny Waqas
– Noman Masih
CSI chiede il loro rilascio e fornisce assistenza legale e finanziaria alle vittime delle leggi pakistane sulla blasfemia e alle loro famiglie.
Joel Veldkamp